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Silvio Marino con la sua prima auto

Silvio Marino, progettista e inventore, è colui che ha ideato e portato avanti il Progetto Futuri, nonché il presidente e fondatore del Futuri Project Club.
Ma chi è Silvio Marino e come è nato il Progetto Futuri?

Fin da piccolo il Silvio è un accanito appassionato di auto e motori, con una spiccata predisposizione alla meccanica. Alla tenera età di 7 anni riesce a costruire una piccola macchinina utilizzando il motorino di una scimmietta con il tamburello e degli elastici usati come trasmissioni. Idea, inoltre, una pista sfruttando i margini laterali come guida per la macchinina.

Negli anni la sua passione e creatività crescono. A 13 anni, mettendo da parte i soldi della paghetta, riesce ad acquistare una delle prime macchinine radiocomandate uscite in commercio. Facendola girare già si rende conto che la macchinina sbanda e non si comporta bene nelle curve. Da lì inizia a pensare che ci sia qualcosa di sbagliato nell’assetto di una macchina ordinaria. Con gli anni, oltre a maturare la sua inventiva e il suo intuito, crescono anche le sue abilità meccaniche. A 16 anni riesce ad acquistare un go-kart grazie al duro lavoro. Comincia a passare ore e ore in pista. Fuso il motore non si perde d’animo e immagina di sostituire il motore in avaria con il motore della moto con la quale si reca alla pista: smonta il motore dalla moto per montarlo sul go-kart e, una volta finito, smonta il motore dal go-kart per rimontarlo sulla moto e tornare tranquillamente a casa.

Sempre a 16 anni comincia ad armeggiare con le prime macchine in scala reale, partendo da una 124 Abarth Rally. Non ha ancora la patente ma non può aspettare: lui deve guidare! La sua passione è troppo forte e allora usa la patente di uno dei suoi fratelli. Negli anni seguenti riesce ad acquistare diversi modelli di auto sportive passate alla storia come la 131 Abarth Rally, la Peugeot 205 e 405 da rally, il Maserati 224V e la Lancia Delta Evoluzione.

Vero autodidatta, all’età di 18 anni, dopo aver appreso le tecniche di disegno, Silvio butta giù le prime bozze di quello che sarà il Progetto Futuri e inizia ad attrezzare la sua officina al fine di realizzare il progetto. La passione è forte e conserva parti di motore dappertutto, anche nella camera da letto. Dai 20 anni in poi escono dalla sua officina i primi modelli radiocomandati di sua creazione. Durante questo periodo di costruzione lavora sul suo brevetto.


La corrispondenza con Enzo Ferrari


Nel 1986 il modello radiocomandato approda al Motor Show di Bologna. Il successo della Futuri (Assetto Romboidale per autoveicoli) è grande e il modello suscita la curiosità della folla; nello stesso periodo ottiene la concessione dei Brevetti (nazionale, internazionale, europeo, americano, giapponese e canadese). Escono i primi articoli sulle riviste specialistiche, la critica è entusiasta e Silvio inizia a contattare ed essere contattato dalle più importanti figure del settore dell’epoca, ma non incontra una proposta di collaborazione convincente che preservi l’originalità e il controllo del progetto. Il Progetto Futuri ha la fortuna di venir sottoposto al giudizio dell’ingegner Enzo Ferrari, forse l’unico col quale in quel momento Silvio vorrebbe collaborare. Ferrari, nella sua lettera di risposta, manifesta una certa volontà di dare seguito alla cosa. Per alcune circostanze non note la decisione viene rimessa al consiglio d’amministrazione che dà una risposta negativa allo sviluppo del progetto di Silvio.


Presentazione al Motor Show di Bologna


Successivamente Silvio si concentra sulla realizzazione del modello in scala reale. Si rifornisce della componentistica disponibile in commercio, acquista il motore e inizia a progettare le scatole di trasmissione con i relativi stampi per la fonderia. Esegue inoltre dimensionamenti e prove d’ingombro, oltre a studiare e a realizzare la telaistica e le sospensioni. Silvio fa tutto questo con le sue uniche forze, ma è costretto ad interrompere la dispendiosa realizzazione meccanica del progetto. La crisi è alle porte, ma nulla riesce a scalfire la sua inventiva. Continua ad immaginare e lavorare su nuove tecnologie da brevettare e aggiungere allo sviluppo del progetto.

Oggi, spinto dalla sua irrefrenabile passione, decide di credere nuovamente nel Progetto Futuri, e tentare una nuova avventura chiedendo a tutti i grandi appassionati come lui di aderire al Futuri Project Club.

 

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